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Una "officina di idee" al servizio di Castellammare del Golfo
sabato 22 novembre 2014
Convegno Castellammare e Turismo: sinergie e sfide per il territorio
mercoledì 11 dicembre 2013
Il turismo a Castellammare del Golfo: questione di numeri
Il turismo è un pilastro dell’economia siciliana, con un trend in crescita
(+2,8%) nonostante la crisi. Le località turistiche della Provincia di TP
accolgono il 14% dei turisti in Sicilia.
Ma quale è il tipo di turismo che
affolla la Provincia di TP ? Beh, non sarete contenti nel sapere che circa
il 70% sono italiani (arrivi di turisti registrati in Provincia di TP nel 2012)
e che tale % porta la nostra Provincia
al penultimo posto della graduatoria che considera più virtuose quelle Province
in cui il mix turisti italiani vs stranieri è 50%-50%.
Bene, di quel 14% di arrivi nella Provincia di TP, Castellammare accoglie circa il 6%(del valore assoluto degli arrivi di
turisti nel 2012), posizionandoci al 6° posto tra i 9 Paesi turistici della
Provincia (così come definiti nel report dell’Osservatorio Turistico della
Regione Sicilia).
a) i turisti arrivano, corretto !! Ma
una volta sul posto, cosa fanno?
Poco o niente, visto che la permanenza
media a CMare è inferiore ai 3 gg a fronte di realtà come Favignana e San
Vito in cui la media di permanenza in loco è superiore a 4,5 gg/turista
c) I turisti che arrivano, dove alloggiano
? L’offerta di ricettività è
sbilanciata rispetto alla configurazione media della Provincia (eppure la costa e la
tipologia di turisti sembra la stessa). Mentre a CMare la maggioranza di posti letto risiede nei campeggi (+ del 50% dei
posti letto registrati), la Provincia di TP mostra circa il 30% di posti
letto presso alberghi a 3 stelle, il 25% di posti presso alberghi a 4 stelle e
la restante parte tra campeggi e B&B. Abbiamo gli stessi turisti ma li
ospitiamo diversamente (e quindi ci guadagniamo diversamente, se pensiamo che
nella lista della spesa del turista medio, circa il 40-50% del costo di 1
giorno di turismo è iscrivibile all’alloggio).
d) I turisti che arrivano, quanto pagano? E qui si aprono le solite leggende metropolitane.
Prezzi aumentati al supermarket, cartellini con valute diverse al bar a seconda
che si abbia l’accento siciliano o meno (e la cosa mi ha toccato personalmente)
e così via. Ma lasciandoci le chiacchiere alle spalle e osservando i numeri,
sembra interessante una analisi fatta nel 2013 dal network Tecnocasa che ha
comparato i prezzi degli immobili affitto uso mare in tutta Italia. Vi farà
piacere sapere (almeno per prestigio di accoppiamento di nomi), che il costo medio mensile di un appartamento
(signorile) a Scopello è
paragonabile a quello che potremmo pagare ad Amalfi, Cesenatico e Rapallo (più di 4.500€/mese).- Turismo è ancora un asset della Sicilia e del nostro Paese
- CMare attrae turisti e mantiene tale attrazione anche durante il periodo di crisi
- Andrebbero valutate azioni a favore del cambiamento del mix di turisti (più stranieri che italiani) se vogliamo accedere a capacità di spesa maggiori (o comunque gestire meglio l’offerta differenziandola per paese di provenienza)
- Le giornate dei turisti vanno riempite, per farli sentire meno soli, per farli rimanere di più sul territorio, per farli spendere con maggior riconoscimento di valore per le ricchezze del territorio
- Andrebbe differenziata l’offerta turistica in termini di servizi e di ricettività, comprendendo a fondo le differenze di fabbisogni dei turisti per provenienza, età, nucleo familiare, etc.
- Potrebbe essere un plus privilegiare anche partnership con quei paesi della Provincia di TP che vedono un calo di turisti ma che possono fare economie di scopo, privilegiando sinergie della “filiera turistica”.
Se i numeri hanno un peso, allora va fatta qualcosa subito, prevedendo una collaborazione pubblico-privato che diventi virtuosa per il Paese.
domenica 1 settembre 2013
Castellammare si confronta.... con chi ?!
È usato soprattutto negli Stati Uniti. Nell'Unione Europea tale metodo è lecito purché non sia ingannevole, non causi discredito al concorrente o ne imiti marchi e denominazioni.
Per intenderci, guardate questi video di pubblicità comparativa:
AUDI http://youtu.be/JUf2ig0LVqc
COCA COLA http://youtu.be/muH-zcOYnFc
PEPSI. http://youtu.be/fx08gQ3XyQM
Sant'Anna. http://youtu.be/umb60NY0sJ4
E allora ci viene una idea, forse bislacca ma che potrebbe creare molto rumore. Non ce ne vogliano gli stimati cugini del trapanese.
Pensiamo ad una pubblicità comparativa tra due località turistiche. Si potrebbe pensare di confrontare la ricchezza costiera di uno a fronte della singola ma bella spiaggia dell'altro. Si potrebbe confrontare l'offerta culturale di uno con l'offerta corposa di eventi dell'altro. Ma queste località possono essere Castellammare del Golfo e San Vito lo Capo ?! Perché no !!!
Si potrebbe confrontare la qualsiasi che consenta alla località a noi più cara di emergere.
Ma la pubblicità comparativa ha un'altra caratteristica che ne scaturisce dal confronto ossia quello che si afferma deve essere vero, inoppugnabile e oggettivamente riscontrabile.
Qui la seconda valenza che potrebbe avere una pubblicità di questo tipo se applicata ad una realtà come la nostra ossia creare responsabilità di tutti gli operatori del settore turistico e della Amministrazione comunale nel mantenere gli impegni presi negli spot.
Se affermiamo di avere delle coste più belle della località x, ci si dovrà attrezzare affinché tali coste siano accessibili, pulite, collegate tra di loro, con i servizi di base, etc.
Se affermiamo di avere una offerta culturale di prestigio rispetto alla località y, ci si dovrà attrezzare affinché esistano eventi che compongono un percorso culturale, valorizzare gli eventi pubblicizzandoli attraverso canali tradizionali e web, portare ospiti di rilievo, insomma portare L'immagine di Castellammare fuori da Cala marina e attrarre turisti dentro il Paese (magari rimuovendo transenne che veicolano il traffico mantenendolo ben all'esterno del Paese e tenendo i cittadini schiacciati dentro.....piccola critica all'esperto di viabilità locale).
Quindi, se da un lato la pubblicità comparativa consente di creare "rottura" nella comunicazione tradizionale, in parallelo richiede responsabilità delle proprie dichiarazioni e avvicina queste alle azioni e alle responsabilità di chi è chiamato (istituzionalmente o per profitto personale) a dover fare qualcosa in più perché ciò che è stato realizzato sino adesso, evidentemente NON basta per mantenere viva la domanda turistica del nostro Paese.
Castellammare non può vivere di solo turismo ma neanche si può accettare che ne muoia. È allora, perché non provare a dire " a Castellammare trovate una costa con più di 10 calette marine balneabili...a San Vito c'è solo 1 bella spiaggia ......."
Partiamo da questo e vediamo cosa succede. Perché non lanciare, patrocinato dal Comune di Castellammare, a titolo gratuito, un concorso di idee per definire un Piano di comunicazione integrata in cui includere azioni di pubblicità comparativa ?
È questa la nostra proposta per creare "rottura", perché anche la terra più arida richiede l'"aratru a scassu" per ritornare a lavorare una terra più florida.
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