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venerdì 24 giugno 2016

Castellammare verso la Brexit...... la nuova CastExit





È ufficiale, oggi la Gran Bretagna ha segnato nuovamente la storia, proponendosi come uno stato rivoluzionario che EXIT dalla Unione Europea senza averne mai di fatto parte. 
 La storia ci dice che durante la creazione dell’UE, la stessa Gran Bretagna aveva posto una serie di condizioni (indipendenza della moneta, nessun vincolo di recepimento delle direttive UE). Insomma uno sposalizio a senso unico e adesso con diritto di recesso.

Ma non vogliamo parlarvi di questo oggi, avrete modo di leggere diversi articoli di giornale sul tema (e per ancora i prossimi anni, ne sentiremo parlare). Quello di cui vi vogliamo parlare è di uno strano parallellismo tra la Gran Bretagna della Brexit e Castellammare del Golfo. 

Ieri girando per le strade londinesi, ci siamo fermati a parlare con altri colleghi, passanti, amici per una fermata di metro. Abbiamo parlato della Brexit e di cosa questo potesse comportare per il Regno Unito e per l’Europa intera.

Ciò che abbiamo capito è che a prescindere dalla scelta che si andava a fare , chi per l’Exit o chi per il Remain, era evidente il forte senso di responsabilità di ogni londinese per quel voto. Una tale responsabilità da pensare che qualunque epilogo elettorale ci fosse stato, ogni singola persona è stata parte di quel cambiamento.

Un senso di responsabilità che viaggiava insieme ad un grande senso di incertezza. Molte delle persone che abbiamo incontrato non avevano ben chiare le conseguenze dell’una o dell’altra scelta, ma avevano chiaro un loro desiderio di cambiare e la primaria responsabilità di farlo attraverso l’esercizio di quel diritto di voto referendario.

Ecco, è qui che troviamo un parallellismo (mancato) tra la Brexit e Castellammare. Quasi da coniare l’espressione CastExit !!!

Senza presunzione risolutiva ma con uno spirito di riflessione e condivisione, vorremmo che i lettori (castellammaresi) possano pensare e scegliere quale senso di responsabilità si è avuto !

Quale è oggi il senso di responsabilità del cambiamento che la politica, l’imprenditoria e la tecno-crazia locale hanno ? Assistiamo ad una carrellata di slogan propagandistici dati dalla maggioranza e dall’opposizione del Paese, ma non si percepisce quale sia il senso di responsabilità.

Quale responsabilità c’è nel pubblicare foto di sversamenti e deturpazioni varie? Quale responsabilità c’è nell’avallare l’uso di mezzi meccanici in zone destinate alla balneazione ? 

Quale responsabilità c’è nell’aver tratteggiato un piano di sviluppo turistico e non averlo seguito ? Quale responsabilità c’è nell’aver prodotto un calendario di sagre e festini quando invece l’obiettivo era quello di puntare su pochi ma importanti eventi di promozione della destinazione turistica ? 

Quale responsabilità c’è nell’aver ingessato la macchina amministrativa non consentendo l’iter normale di approvazione dei bilanci ? Quale responsabilità c’è nel cercare un continuo equilibrio di forze politiche che alla fine si traduce in un rimettere culi su poltrone (a prescindere dal colore della maglia politica)? 

Quale responsabilità c’è nel pensare che mediare è la soluzione ai problemi di un Paese ? Quale responsabilità c’è nel fare propaganda politica opponendosi a tutto e tutti ma non essere fattivi nelle proposte ? Quale è la responsabilità di un politico se non quello di rispondere alla chiamata dei cittadini (anche quando questi scelgono che sia venuto il momento di dimettersi) ?

Forse andrebbe recuperata l’inconsapevolezza del popolo britannico, avendo per certo il proprio senso di responsabilità di dover cambiare. Ognuno a fare la sua parte, ognuno a scegliere per ciò che reputa meglio per tutti, ognuno che diventi protagonista di un cambiamento.

Credo che il problema oggi di Castellammare non sia né una classe politica immobile o incompetente, bensì la necessità di un cambiamento culturale nel senso di responsabilità dei singoli. Ognuno ha la responsabilità di lamentarsi, ma anche la responsabilità di avanzare proposte e (se non ascoltato) di fare. Realizzare, fare, cambiare, lavorare con proprie risorse al servizio del Paese…. Questo aiuta….. denunciare, lamentarsi, opporsi e mancare di ascoltare… questo rende immobili……

Allora mi chiedo e vi chiedo, se dovessimo votare per la CastExit:

  • volete uscire allo scoperto e contribuire con responsabilità allo sviluppo di Castellammare   (SI)
  • volete che Castellammare resti nel suo immobilismo e si allontani dallo sviluppo   (NO)

cosa votereste ?

La Brexit dopo tutto potrebbe non essere un male….. e la CastExit ?

mercoledì 15 luglio 2015

Abdicare è una scelta... perdente per Castellammare !



La distanza di questo post dagli altri, dimostra come i primi ad aver abdicato alle nostre responsabilità di blogger siamo stati proprio noi che per pigrizie, impegni e forse anche un velato disincanto, abbiamo smesso di proporre idee. È pur vero che le poche idee proposte sono rimaste inascoltate o riscaldate da piccoli gruppi di interesse locale, ma l’unica vera cosa che ci interessa è quella di realizzarle (senza pretese di paternità o di lucro).

Eppure di argomentazioni in questo primo semestre del 2015 ce ne sono state diverse anche se ammettiamo che non ci abbiano particolarmente stimolato (o interessato).

Il porto, il depuratore, l’accesso alla Tonnara (finalmente pubblico), gli screzi tra la compagine tecnica e politica, i programmi turistici lanciati e affossati, etc. etc. Molti argomenti spesso trattati dai vari stakeholder con strumentalità e bassa valenza strategica per Castellammare; ma questo non ci discolpa dal nostro immobilismo, perché se volessimo essere costruttivi dovremmo avere la capacità di cogliere in tutto il buono che c’è (o che può derivarne).

Nell’osservare in silenzio le varie dinamiche, la prima domanda che ci facciamo è: perché tutto sembra girare verso una piena deresponsabilizzazione ? Perché ognuno sta abdicando al suo ruolo ?
Ed in forza alla necessità di poter capire cosa c’è di buono anche nell’abdicare, che adesso vogliamo condividere alcune responsabilità e la loro vacatio.

Si può abdicare alla responsabilità civile che è quella dei cittadini castellammaresi. Ogni castellammarese sembra aver abdicato (o tende a farlo) alla sua responsabilità di valorizzare risorse e peculiarità del territorio. Un atteggiamento prevalentemente denigratorio che sfocia in un generalizzato (e generico) giudizio negativo e sempre pronto a trovare la responsabilità (ed il colpevole). Potremmo elencare la cronologia di foto “tragiche” pubblicate sui social riguardo a strade disastrate, sversamenti di liquami poco estetici (e salubri), abbeveratoi restaurati secondo logiche futuristiche, etc. etc. Ovviamente non si vuole chiedere il silenzio alla critica, ma si ritiene che la sola “critica” diventa chiara volontà di abdicare da quel ruolo di partecipanti attivi della vita pubblica, assumendo sempre uno spirito costruttivo e la volontà di mettersi i gioco.

Si può abdicare alla responsabilità pubblica sia attraverso l’incapacità della classe politica di esprimere un indirizzo serio, strutturato e soprattutto efficace di governo locale, sia da parte della compagine di tecno-struttura amministrativa che per sconosciuti motivi ha concorso nel rendere vani diversi sforzi. Proviamo a capirci !

Parliamo della compagine politica: maggioranze, opposizioni, strutture consiliari, ruoli apicali della gestione consiliare, ruoli assessoriali, Sindaco. Ognuno ha abdicato per l’intero (vedi le maggioranze e alcuni ruoli apicali) alla tutale dell’interesse pubblico. Manca una visione politica di rilievo ed invece è al contempo chiara la grande confusione che si traduce in comportamenti opportunistici dei singoli.  Consigli comunali con performance quasi da maestranze circensi (sia se aperti o chiusi al pubblico), Politici vecchi e giovani che si aggirano tra le mura di Palazzo Crociferi, senza avere una linea concreta. Ognuno assume la deriva del “fa per se”, come se fosse un brand di mercato da rivendere per essere “accattato” alle prossime elezioni, tanto si sà che le cose non cambiano (e questo significa abdicare al proprio diritto civile di un voto trasparente e responsabile).

Chiediamo a chi ha abdicato al ruolo di maggioranza, quali sono gli outcomes sino adesso? Quale è il track record del programma politico presentato in campagna elettorale ? Come riusciamo a valutare le cose fatte (piccole o grandi che siano) ? Come possiamo orientare la collettività nell’essere parte della cosa pubblica ? Come si può essere responsabili di misure oggettive di risultati per la collettività e, se del caso, come si va a casa se i risultati non arrivano (per inattività piuttosto che per under performance) ?
Chiediamo a chi sta pensando di abdicare al ruolo di opposizione, soprattutto ai movimenti di giovani, quali sono i prossimi passi ? Cosa vogliamo fare per non abdicare al ruolo di “nuova politica” responsabile ? Come si può aumentare il livello di engagement della popolazione attiva, rendendo l’associazionismo il vero scudo dell’interesse collettivo ? Come si aumenta quella trasparenza tanto presente nei programmi elettorali ? Come si gioca il ruolo di opposizione nel mondo dei social che non può ridursi a una lamentatio su facebook ?

Chiediamo ai ruoli apicali ma soprattutto al Sindaco, di non abdicare al ruolo di coach pubblico. Troppe cose ci sono da fare e troppo poco tempo a disposizione (se consideriamo quello già sprecato sino adesso per conclamati errori nella scelta della squadra). Ma abdicare adesso sarebbe solo un resa verso chi, con intenzione, ha sempre remato contro (dentro e fuori il consiglio, dento e fuori le associazioni di categoria, dentro e fuori Castellammare). Ma se non vogliamo abdicare al ruolo di manager pubblico dobbiamo accettare una regola aurea del management privato “up or out”… crescere, migliorare o lasciare ! Abdichiamo agli equilibrismi, allontaniamo piuttosto atteggiamenti di conciliazione tattica che non arrivano all’indomani, restituiamo al mittente i compromessi di vecchia politica. Abbiamo apprezzato le parole del Sindaco Coppola nella sua relazione annuale in cui evidenziava la necessità di un rinnovamento della politica con modelli non più ortodossi. Non mi pare che tali dichiarazioni si siano tradotte in azioni a meno di un rinnovato convincimento del primo cittadino. Suggeriamo di abdicare all’ascolto di sirene contrarie e ormai panciute, lasciamo il vecchio perché abbiamo molto di nuovo da fare con molte novità realizzabili e risorse professionali fresche, giovani !

Chiediamo ai tecnici di non abdicare dal loro ruolo di amministrazione trasparente ed efficiente. Pensare che non si trovi una soluzione alla realizzazione del Porto, del depuratore, etc. e pensare che parte del problema sembrerebbero essere le procedure malfatte, l’insipienza, la strumentalizzazione, può rischiare di essere interpretato come interesse personale, ma nei fatti resta solo una offesa all’onorabilità di ciascuna famiglia che vive a Castellammare. Non fare opere pubbliche significa impoverire un paese, non è solo quello di perdere risorse pubbliche oppure non avere dei trofei elettorali… impoverisce e basta !

Infine si può abdicare alla responsabilità del benessere privato che ciascun imprenditore in coscienza dovrebbe promuovere anche per aumentare il benessere comune attraverso il volano della competitività del territorio, di nuovi posti di lavoro, di una gestione più legale del personale dipendente. L’assenza di una diffusa cultura imprenditorile da sviluppare sul territorio, la miopia di alcuni imprenditori che assoldano giovani del territorio pagandoli pochi spiccioli e facendoli lavorare il doppio delle ore previste dai CCNL e soprattutto la difficoltà del credito per fare impresa, non possono scoraggiare i volenterosi. Abdicare al ruolo di mecenati della cultura locale non investendo un euro nel miglioramento delle infrastrutture e delle bellezze paesaggistiche del territorio, sperare che siano sempre gli altri “a fare” piuttosto che scendere in campo per il miglioramento del proprio contesto economico, di fatto sottrae risorse utili che solo con nuovi modelli PPP (Public, Private, Partnership) si possono ottenere. Una società di servizi pubblico-privata per la gestione della progettazione, ingegneria ed esecuzione delle opere pubbliche, una società in house del comune a partecipazione privata per lo sviluppo del distretto delle tecnologie, dell’agro-alimentare, delle biodiversità marine, sono tutti risultati potenzialmente raggiungibili ma richiedono imprenditori illuminati. Certo che illuminato non è chi spende soldi in un territorio che non garantisce sostenibilità fiscale, che rallenta con procedure bizantine il rilascio di autorizzazioni a far impresa; ma altresì stolto è chi pensa che fare profitto con l’ennesimo bar o ristorante sia l’unica alternativa possibile. Portiamo i Living Labs sul territorio ossia delle nuove forme di co-progettazione d’impresa. “Living Labs” è un nuovo approccio alle attività di ricerca e innovazione dove l’utente e le imprese partecipano attivamente al processo di sviluppo e sperimentazione di nuove soluzioni, destinate al miglioramento socio-economico di uno specifico territorio. Attraverso lo scambio di idee e di conoscenze e l’aggregazione fra professionisti, imprese, centri d’innovazione e gruppi organizzati di cittadini, si definiscono le specifiche di nuovi prodotti e servizi, si realizzano e valutano i primi prototipi e si sperimentano soluzioni tecnologiche innovative. Sono oltre 300 i Living Lab in tutta Europa, stimolano l'innovazione, sono occasione di sviluppo economico, sociale e culturale e trasferiscono la ricerca dai «pensatoi» verso la vita reale, dove gli utilizzatori (es. cittadini) diventano “co-sviluppatori”. Visitate il sito http://www.openlivinglabs.eu/

Scusate la digressione sui living labs, ma vedete come è semplice, in comunità d’intenti, poter suggerire idee di sviluppo e modelli innovativi per la creazione d’impresa. Non si può abdicare al ruolo di promotori di sviluppo del territorio, perché farlo sarebbe già ammettere mezza sconfitta sociale. Quindi le associazioni di categoria che già fanno molto, devono (e possono) cambiare pelle e devono poter guidare da protagonisti questo sviluppo facendo da cassa di risonanza delle risorse economiche degli iscritti per investimenti che abbiano (con chiari business plan) dei ritorni diretti sul territorio ed indiretti sulle imprese degli associati. Vanno bene i concorsi di pittura ma serve formazione imprenditorile che faccia capire come la più semplice attività che è quella dell’accoglienza, può avere 12 modelli di ospitalità diversi (e quindi di relazione diversa con il cliente) a seconda della domanda di turismo, del modello di servizio proposto, dei livelli di pricing. Serve formazione specializzata oltre che diffusione della cultura, quindi questa dovrebbe essere la priorità e non l’arbitrio.

E allora, cosa fare? Non abdicare ! semplice no ?!

Riprendiamoci le nostre responsabilità, partecipiamo attivamente, ognuno per il proprio ambito d’interesse nell’ottica di un bene più grande di noi stessi. Facciamolo per i giovani che non hanno memoria di Castellammare e per i vecchi che ritengono di essere morti in un paese morto. Facciamolo per le nostre famiglie affinchè possano vivere in un territorio dignitosamente, facciamolo per noi stessi affinchè si possa invertire la routinarietà della critica con un modello più virtuoso di pratica.

Diceva un saggio “per il dono che Dio ci ha dato, possiamo scegliere di non scegliere ma non possiamo scegliere di non vivere !”.

Castellammare è un dono, scegliamo di non abdicare !

mercoledì 9 gennaio 2013

Castellammare al voto.....una sola chance



Tratto da GdS.it Castellammare, si voterà in una sola tornata elettorale
di A.Ferrante

Turno unico per le amministrative: alle prossime elezioni, che si terranno in primavera, sarà sindaco chi otterrà più voti. Non è previsto il ballottaggio, come nel caso di votazioni a doppio turno, tranne a parità di voti tra due candidati, ipotesi matematicamente difficilissima. Castellammare rientra tra i Comuni con popolazione compresa tra dieci e quindicimila abitanti, poiché al momento del censimento generale della popolazione del 2011, gli abitanti sono 14.603
Contestualmente all'elezione del sindaco si avrà l'elezione del consiglio comunale. Nonostante fosse previsto il doppio turno, nel 2008 non ce ne fu bisogno: l'attuale sindaco Marzio Bresciani (centrodestra) venne eletto al primo turno, poiché ottenne 6mila e 62 voti pari ad una percentuale del 63,61, su un totale di 9mila 911 voti validi. Con la possibilità di essere eletti al primo turno, anche con una manciata di voti in più, certamente saranno diversi i candidati che si sfideranno per la scalata a palazzo Crociferi. 
Al momento solo ipotesi e nominativi senza conferme ma la politica cittadina è già al lavoro. Due sole le certezze, ufficializzate da tempo e cioè quella del pediatra Salvatore Fundarò, con una probabile lista civica, e quella del ragioniere Francesco Poma con "le ali alla Sicilia". L'attuale primo cittadino da tempo ha già annunciato l'uscita di scena, affermando di non volersi ricandidare, mentre i partiti di ogni schieramento mirano a creare coalizioni il più allargate possibile per cercare di accaparrare consensi. Potrebbero sorprendere i "grillini" con una probabile candidatura ad "effetto" in modo da catalizzare una larga fascia di insoddisfatti dell'attuale governo. Non rimangono a guardare, poiché si sono già rimboccati le maniche, noti ex amministratori: tra i "vecchi" al lavoro per le liste, ex sindaci quali Giuseppe Ancona e Nicola Coppola, ma anche esponenti castellammaresi della politica provinciale come Piero Russo e Gaspare Canzoneri. Anche l'attuale presidente del consiglio comunale, Giuseppe Cruciata, potrebbe essere un candidato a sindaco; e sembra anche che gli attuali consiglieri comunali stiano lavorando per salire dall'aula consiliare al primo piano del palazzo, con un'intesa allargata che comprenda buona parte dell'attuale consesso, formato da esponenti del Fli come del Pd. Qualche attuale consigliere potrebbe addirittura essere indicato quale primo cittadino da questa coalizione. I programmi si discuteranno a posteriori, dopo l'impasse di trovare candidature credibili. (fine articolo).

Di seguito qualche commento.....

Avendo intrapreso questa esperienza per garantire a qualsiasi fazione politica un supporto di contenuti per l'agenda politica della prossima Amministrazione, anche con un pò di presunzione, ci aspettiamo di essere contattati (cambiare.castellammare@gmail.com) per avere un riscontro sui programmi che provvederemo a postare sul nostro blog, mantenendo noi l'anonimato. 
Le nostre proposte saranno raccolte in un executive summary che sarà rilasciato al candidato vincente il giorno dopo le elezioni, così da dimostrare da parte nostra l'unico intento che è quello di portare a casa un risultato per la collettività castellammarese e NON per un interesse personale di chi gestisce questo blog.


sabato 5 gennaio 2013

Startup un nuovo modello di sviluppo imprenditoriale




Uno dei principali argomenti (hot topics) che vogliamo affrontare in questo blog, è la definizione di iniziative per il rilancio dell’imprenditorialità castellammarese. Ovviamente, le iniziative vanno cucite sul territorio a fronte delle potenzialità e capacità delle risorse umane e materiali in esso disponibili.

Però a volte, per essere veramente innovativi, dobbiamo andare oltre e agire quasi da visionari per intravedere una realtà diversa e soprattutto quelle novità che apportino vero valore sul territorio.

E’ per questo che, nel trattare il tema della imprenditorialità sul territorio, vogliamo inserire il concetto di start-up che oggi è alla ribalta delle cronache grazie agli embrioni normativi presenti nel decreto Sviluppo Italia sia con iniziative animate dalla Comunità Europea e da Paesi autorevoli (es. USA, etc.).

Negli ultimi dieci anni, negli stati uniti, le start-up hanno creato tre milioni di posti di lavoro. Dopo il lancio da parte del presidente Obama di Start-up America, il settore privato statunitense ha sviluppato un partenariato tra imprenditori, multinazionali, università, fondazioni, leader di varia natura capace di mobilitare in meno di un anno l’equivalente di un miliardo di dollari in business service a disposizione di un network nazionale che offrirà servizi a centomila start-up nei prossimi tre anni. Perché lo fanno? Perché sono consapevoli che il 40% della ricchezza americana di oggi è prodotta da imprese che trent’anni fa non esistevano nemmeno.

Anche le città pensano e si ripensano. Negli ultimi anni New York ha deciso di diventare la nuova mecca per tutte le start-up attive nella finanza, nella moda, nei media o nella vendita al dettaglio, offrendo la vicinanza ai maggiori punti vendita e ai grandi marchi di questi settori. berlino ha deciso di attrarre giovani pronti a lanciare una start-up puntando invece sulla propria multiculturalità, che la rende familiare a chiunque arrivi da qualsiasi angolo del mondo, e sul moderato costo della vita, a partire dai prezzi degli affitti. Grazie a un’interessante combinazione di incentivi fiscali e alleggerimenti burocratici, singapore sta diventando il principale centro dell’Asia per le start-up.

Se lo hanno fatto Paesi come gli Stati Uniti, Israele, il Cile, l’Estonia, il Regno Unito, o l’Austria, perché non potremmo farlo pure noi? Se New York, Berlino o Singapore stanno provando a diventare “capitali delle start-up”, perché non dovrebbero provarci anche Milano, Matera o Pisa?Siamo un posto fatto di territori irripetibili e città famose in tutto il mondo. Diventiamo noi il prossimo caso internazionale. Siamo assolutamente ancora in tempo per riuscirci, ma partiamo. Sapendo che ci vorranno anni e che questo Rapporto è solo un altro passo. Che ancora molto resta da proporre e fare, e che molto andrà corretto in corsa.

Ma sapendo pure che molti sono già pronti a fare la propria parte. E che da Torino a Bari, da Catania a Vicenza, da Cagliari a Rieti a Ancona, non è mai stata così diffusa e forte la voglia di sentirsi parte di un Paese dinamico e veloce.

Ovviamente gli esempi riportati sopra debbono farci riflettere sulle potenzialità che una piccola amministrazione come quella di Castellammare potrebbe avere nel ripensare al servizio SUAP in una ottica più mirata alla innovazione sul territorio, facilitando l’accesso a nuove risorse economiche e riducendo la burocrazia alle spalle.

Ci sembra interessante, anche per stimolare coloro che volessero affacciarsi al mondo delle start-up, cominciare a condividere un Rapporto sulle start-up, redatto dal Ministero Sviluppo Economico, in cui troverete:
  • status quo delle start-up in Italia
  • nuovo contesto normative di riferimento
  • modalità di creazione di una start-up
  • modalità di finanziamento disponibili.


Questo il sito di riferimento:   Rapporto Start-up Italia

Sul come il modello delle start-up può essere valorizzato e promosso anche in un piccolo contesto come Castellammare e su come il servizio SUAP può essere rivisito in una ottica di vera assistenza e consulenza specialistica per le nuove imprese, avremo modo di parlarne nei prossimi post, avanzando qualche proposta. Ad oggi, ci sembrava interessante cominciare a lanciare il tema e creare il contesto su cui costruire le prossime discussioni.

Vi forniamo anche un elenco delle principali start-up avviate di recente in Italia, raggiungibili al sito www.startup.com

Il tempo di cambiare è oggi……

mercoledì 2 gennaio 2013

Castellammare cambia.... con le nostre idee !!!



J.M.Keynes affermava:
"The difficulty lies, not in the new ideas, but in escaping the old ones, which ramify, for those brought up as most of us have been, into every corner of our minds" .....ossia "La difficoltà non sta in nuove idee, ma nel fuggire quelle vecchie, che si ramificano, per chi è cresciuto come la maggior parte di noi sono stati, in ogni angolo della nostra mente" .....


è con lo stesso spirito che voglio (e più in generale vogliamo) cominciare questa nuova esperienza al servizio della Politica nella sua valenza più pregiata. 



Spero che l'officina di idee che ci si prepone di sviluppare, possa portare un contributo serio e condiviso da coloro che sono in grado di progettare e fare per il bene pubblico.


Comincia da qui un contributo di "pensiero laterale" alle prossime elezioni politiche Locali, con l'unico obiettivo di catalizzare un patrimonio di idee e progetti autoconsistenti e candidabili a diventare l'Agenda della nuova politica locale (azioni, benefici pubblici, risorse, tempi e certezza di risultato).

Questo blog si rivolge a tutti coloro che vogliono ascoltare e hanno proposte intelligenti che possano concretamente essere attuate.

Con il nostro blog "Castellammare cambia...." e l'account Twitter @CastellammareSI , proveremo a dare un contributo di sostanza ad una campagna elettorale che rischia di essere schiacciata dall'interesse personale del singolo candidato a Sindaco di Castellammare del Golfo o peggio affrancarsi d'abbrivio ad una campagna elettorale su scala nazionale.

Come ogni "officina" siamo qui per costruire e quindi ognuno dei vostri contributi sarà gradito e valorizzato, senza preconcetti o preclusioni di valori e ideologie politiche o politicanti. Pertanto, risulta chiaro che questo blog sarà di tutti e senza nessuna appartenenza a colori e odori locali.

Io cercherò umilmente di facilitare questa dinamica, senza un interesse proprio ma ricercando un sincero interesse comune. E' anche per questo che l'anonimato garantirà terzietà di giudizio e trasparenza nella regia dei contenuti.

Questo inizio, si avvia con un GRAZIE a tutti Voi che parteciperete attivamente all'officina di idee, privilegiando il Dare anzichè l'Avere.

Buon inizio dei lavori.

seguici su Twitter -  @CastellammareSI