martedì 23 aprile 2013

Statuto Comune Castellammare del Golfo, ottime premesse per la buona politica




Spulciando le pubblicazioni all'Albo del Comune di Castellammare del Golfo, ecco che viene fuori un documento di interesse.

Si tratta della bozza di Statuto del Comune di Castellammare del Golfo. Un documento con più di 90 articoli in cui si elencano principi organizzativi, valoriali e modalità di gestione del Comune.

Ritengo sia uno sforzo sicuramente interessante realizzato, anche se con ritardo, dall'attuale Amministrazione.

Ovviamente, tutto si può sempre migliorare ma già avere una bozza di documento come punto di partenza non è male.

Potete tutti visionare il documento a questo link: Statuto del Comune di Castellammare del Golfo.

Come previsto dalla comunicazione del Segretario Generale, potete inviare eventuali osservazioni o proposte oltre che in forma cartacea, anche al seguente indirizzo di posta elettronica: segretariogenerale@castellammaredelgolfo.org

oppure, potete sempre scrivere i vostri commenti su questo blog e noi ci faremo carico di trasferirli all'Amministrazione.

Leggete e meditate......

lunedì 22 aprile 2013

Centro Polifunzionale Diurno per Minori, Progetto “CRESCERE LIBERI E FORTI



Non siamo certo l'Albo Pretorio del Comune di Castellammare del Golfo (e direi meno male, visto come è malamente gestito), ma considerata l'attenzione per i più giovani, volevamo comunque promuovere in questo blog, una iniziativa del Comune.

Si tratta dell'avvio di un Centro Polifunzionale Diurno per Minori, Progetto “CRESCERE LIBERI E FORTI”.

Il servizio sarà rivolto a minori di età compresa tra i 6 e i 14 anni per i quali si rende opportuno e/o necessario un supporto sia per esigenze psico-sociali sia in ragione di un bisogno legato al percorso formativo.

Le azioni progettuali puntano al miglioramento delle situazioni socio-ambientali e ad un intervento specifico sulle situazioni di emergenza legate a crisi familiari, offrendo ai preadolescenti ed adolescenti a rischio idonei spazi per la gestione del tempo libero. 

Le attività previste dal progetto sono:
  • azioni di supporto alla relazione genitori-figli, diretti al potenziamento delle risorse educative del sistema famiglia;
  • attività di socializzazione (sportiva, culturale e ludica);
  • sostegno all'apprendimento scolastico;
  • laboratori tematici.

Insomma, una iniziativa che va ammirata e valorizzata.

Se volete maggiori informazioni, pubblico il bando "nascosto" nella bacheca dell'Albo pretorio di Castellammare del Golfo


domenica 21 aprile 2013

I Comuni offrono lavoro, poco pagato, ma pur sempre Lavoro




Per tutti i candidati a sindaco di Castellammare, guardate cosa si sono inventati alcuni Comuni italiani...... 

Non vogliamo intendere questa iniziativa come sfruttamento di lavoro, ma come opportunità di accumulare esperienza al servizio del Paese, piuttosto che presso polverosi studi professionali di ricchi "professionisti" spesso assenti (in ufficio o all'ora della paga verso il praticante). Proviamo a capire cosa e' stato fatto in questi comuni e se si può replicare.

E voi, cosa farete ?????

Tratto da R-inchieste (Repubblica.it) - 09 aprile 2013

I Comuni di tutta Italia pubblicano bandi alla ricerca di professionisti (architetti, ingegneri, giornalisti) disposti a lavorare senza compenso. Il vantaggio? una citazione sul curriculum


Si lavora gratis con la pubblica amministrazione. A volte si lavora solo se si paga. L'unico vantaggio è ottenere una citazione sul curriculum, anche se la partecipazione al piano urbanistico di Battipaglia non è proprio un intervento che apra le porte dei migliori uffici europei d'architettura. È una nuova forma, e una nuova piaga, del precariato nazionale: le pubbliche amministrazioni, ridotte sul lastrico da finanziarie governative, spending review e stagioni di politica dissipante, sempre più spesso emanano bandi che non prevedono soldi per i professionisti, per i loro servizi. C'è un sindacato, l'Inarsind, che tutela ingegneri e liberi professionisti e ha organizzato su Facebook un Osservatorio sugli incarichi pubblici chiedendo a ingegneri e liberi professionisti di segnalare le loro storie di tecnici non pagati (contro l'articolo 36 della Costituzione: "Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro").


Il caso estremo ruota attorno al progetto del nuovo stadio di Pisa, firmato dall'architetto Gino Zavanella, già autore dello Juventus Stadium. L'Associazione Geosport (geometri sportivi) dallo scorso 19 gennaio fornisce formazione  -  secondo bando del Comune di Pisa  -  ai centocinquanta giovani prescelti incassando una quota di iscrizione ai corsi pari a 600 euro cadauno, Iva esclusa. In cattedra lo stesso architetto Zavanella, lezioni fino a giugno. Non solo i geometri forniranno il lavoro di base per la costruzione del nuovo stadio, ma dovranno versare all'associazione organizzatrice, un privato senza fini di lucro, 90 mila euro. Pagano per progettare lo stadio di un'archistar per un club di Prima divisione, che è comunque società per azioni. Se si iscrivono allo stage, e poi non possono partecipare, devono versare tutto e zitti. La Geosport ha fatto sapere ai centocinquanta, baldanzosa, di essere riuscita a recuperare stanze nello stesso hotel dove soggiorna il Pisa calcio durante i ritiri: i geometri stagisti pagheranno 75 euro una doppia più venti euro per la cena fissa di venerdì. E che ringrazino per l'opportunità. 



I bandi gratis riguardano comuni di media grandezza come Parma, che cerca un gruppo di sviluppatori informatici. E aree urbane da 4 milioni di abitanti: il Comune di Roma, infatti, affiderà un incarico a titolo gratuito a un professionista, in questo caso il dottor Farinelli, per creare il cosiddetto "Campidoglio 2", che significa la riorganizzazione in un anno degli uffici decentrati dell'amministrazione. Un compito ciclopico. Il Comune di Bologna ha chiesto agli architetti di inviare progetti per riqualificare il centro storico: "Chi vince il concorso non avrà soldi, ma un po' di visibilità". L'Ordine di Bologna ha scoraggiato i progettisti, giovani e meno, a partecipare al bando "Di nuovo in centro". Fin qui all'Istituto nazionale di urbanistica sono arrivati zero progetti. "Prima l'assegno, poi il disegno", ha fatto sapere l'architetto Gianni Accasto. 



Urbanistica gratis a Francavilla e a Reggio Calabria niente corrispettivo per offrire idee per la sistemazione dei Bronzi di Riace: il bando si è chiuso il 28 marzo, qui i progetti arrivati sono stati molti e di qualità. Per il Piano urbanistico del Comune di Battipaglia il municipio ha pubblicato l'avviso per la costituzione di un gruppo di volontari, laureati in Ingegneria civile, edile, ambientale e informatica, che intende "partecipare e fornire gratuitamente" il proprio contributo alla redazione del principale strumento di pianificazione della città. Li cercano altamente qualificati, poi non li pagano. Il Comune di Bolsena, entroterra romano, per un lavoro di due anni necessario per rilasciare nulla osta idrogeologici verserà al vincitore 54 euro lordi e onnicomprensivi per ogni pratica. Il sindacato dei liberi professionisti fa notare: se il bando sarà vinto da un ingegnere con sede a Roma, con quei soldi non riuscirà a pagarsi la benzina consumata per raggiungere i luoghi di lavoro. 



Restando nella provincia di Roma, il Comune di Manziana ha affidato a un tecnico il compito di ristrutturare un centro anziani (costo dell'intervento 116.000 euro). L'emolumento per il tecnico è di 1.258,40 euro lordi e comprende il pagamento in proprio di Inps, Iva, cassa previdenziale, tutte le assicurazioni necessarie, le copie degli atti e dei progetti. Il povero prescelto dovrà procurarsi, spendendo di suo, i pareri propedeutici ai lavori (Telecom, Acea, Italgas, Anas, sovrintendenze, uffici comunali, vigili del fuoco, Asl). E dovrà essere lui a convincere l'ente finanziatore dell'opera, la Gal Tuscia romana, a sborsare il contributo da 96 mila euro senza il quale la ristrutturazione non si farà. Se non ci riuscirà, non prenderà la paghetta. Ogni giorno di ritardo sulla consegna "zac", cento euro tagliati. Sempre lo sparagnino Comune di Manziana ha affidato a un tecnico il consolidamento di un intero plesso scolastico, ovviamente "a titolo gratuito". L'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici ha dovuto scrivere una lettera al sindaco di Manziana spiegando come i lavori di Architettura e Ingegneria non si possano fare senza un compenso. 



Il sindaco di Acicastello in provincia di Catania ha conferito a un agronomo e a un geometra l'incarico di collaborare (per tre e sei mesi) con l'assessorato all'Ambiente. A titolo gratuito, con l'assicurazione antinfortuni a carico del prescelto, nel caso il dottor Giuseppe Boninelli, ultraquarantenne con un passato di collaborazioni volontarie. Il Comune di Santa Cristina Gela in provincia di Palermo paga 200 euro lordi il responsabile della sicurezza per il recupero di un abbeveratoio. Il Comune di Brolo in provincia di Messina ha chiesto a un architetto di curare il piano particolareggiato per il recupero del centro storico. Il rimborso forfettario è di 4.000 euro e si richiedono in cambio: censimento degli edifici costituenti l'antica struttura con rilievo fotografico, rilievo del piano terreno e della sezione tipologica con l'indicazione delle soprastrutture, rilievi particolareggiati di ogni singolo edificio e di ogni elemento che presenti pregi architettonici o artistici, analisi delle condizioni igieniche generali, le condizioni statiche e di conservazione, stato della proprietà e destinazione d'uso dei vari piani (lavoro che dovrebbe essere affidato, in verità, ai vigili urbani). Ancora, individuazione e documentazione dei valori architettonici, ambientali e monumentali. Servono relazioni, planimetrie in scala 1:200 e 1:500, calcoli sulla popolazione e si chiede all'architetto un preventivo delle spese che il Comune dovrà effettuare per il recupero finale. Una fatica d'Ercole lunga nove mesi con 4.000 euro (lordi) forfeit.



Gratuito è anche il lavoro del giornalista che il sindaco di Modica, provincia di Ragusa, vuole a fianco a sé per rivedere il sito internet del Comune: "L'incarico si intende conferito a titolo gratuito e il succitato professionista non potrà pretendere alcunché a titolo di compenso o rimborso". Neppure il rimborso.

lunedì 4 marzo 2013

Grillo... un "nuovo" fenomeno di trasparenza

Cari castellammaresi,
il "fenomeno" del momento (e forse non solo di questo momenti), è Grillo con il suo Movimento 5 Stelle.

Proviamo a vedere in diretta la "cosa":


mercoledì 27 febbraio 2013

The Economist - Who can save Italy

Interessante articolo su The Economist...... leggete come ci "vedono" gli altri (all'estero) e sembrano spesso essere più lucidi (o quanto meno più oggettivi) di noi......

Che ne pensate ?

WHO CAN SAVE ITALY ?


THE danger for Europe’s single currency seems to have abated. Bond yields in peripheral countries have fallen; worries that some members might be forced out have dissipated; budget deficits have shrunk; the first signs of recovery are showing in Ireland and even Spain. Yet the euro zone’s crisis is far from over. Rather, its acute phase has become chronic. The concern has moved from just bust budgets and broken banks, to a lack of jobs and slow growth.

Lost competitiveness, high unemployment and stagnation were always the biggest long-term risks for Europe’s single currency. These problems may be most obvious in the usual peripheral suspects—Greece, Spain and Portugal, but are not confined there. The euro zone remains in recession. The economies of Germany and France shrank in the fourth quarter of 2012. France is struggling to reform (see article). But the worst of them all is Italy (see briefing).
Italy’s failures are not as obvious as those of other countries. Despite its huge public debt—almost 130% of GDP—its public finances and its banks are in better shape than those in Greece or Portugal. It also avoided the property booms and busts that ravaged Spain and Ireland. Yet Italy’s economy is one of only two in the euro zone in which real GDP per head has fallen since the euro came into being. In the global league table of growth in GDP per head, it comes 169th out of 179 countries over the period since 2000, beating only a handful of basket-cases such as Haiti, Eritrea and Zimbabwe.

Now Italy also risks being left behind by its neighbours. Unit labour costs in most of the euro zone’s Mediterranean countries rose far above Germany’s after the creation of the euro, but in most they have fallen sharply since the crisis began. In Italian factories, by contrast, they have risen since 2008 by more than in any other euro-zone country except Finland.

Italy’s economic problems mean that its election on February 24th and 25th matters far beyond the Alps. If the euro zone’s third-biggest economy and its largest public debtor cannot reignite growth and generate new jobs, Italians will eventually lose hope or their northern neighbours will lose patience. Either way, the euro zone will fall apart.

When win-win is possible

Fortunately there is a way forward for Italy: deep and comprehensive reforms to its over-regulated economy. The outgoing technocratic government led by Mario Monti, in office since the curtain came down on Silvio Berlusconi in November 2011, started down this path with pension, regulatory and labour-market changes. By some estimates, these measures have already raised Italy’s potential growth by almost half a percentage point. But much more is needed.

Italy has far too many protected economic interests, from notaries to pharmacists, and from taxis to energy suppliers. It also has too many layers of government: provincial, regional and local administrations that often duplicate rather than replace the activities of central government. A constipated judicial system makes contractual disputes impossibly long, costly and unpredictable: the average civil trial in Italy lasts for 1,200 days, compared with 331 in France. Employment is too heavily taxed, and public spending is skewed towards transfers rather than investment.

Yet all this also provides an opportunity. A recent study by the IMF, which also looked at the evidence from other countries, concluded that product- and labour-market reforms in Italy could raise GDP per head by 5.7% in five years’ time and by 10.5% in ten. If they are done simultaneously (and it may be easier to tackle vested interests all at once rather than one at a time) and are complemented by sensible fiscal reforms, the potential jump in GDP after ten years rises to over 20%. That should set a clear target for the next government.

The best and the rest

Italians have a choice between the good, the bad and the broadly acceptable. The best result would be for Mr Monti to stay on as prime minister. He is running on a pro-reform ticket backed by a coalition of centrist parties. Sadly, the professor is better at governing than campaigning: his poll ratings have seldom crept above 15%, putting him in fourth place.

The worst outcome would be a victory for Mr Berlusconi’s right-wing coalition. For a host of personal and political reasons, this newspaper continues to regard the media tycoon as unfit for office. He failed to reform the country in over eight years in power and his party, unlike its centre-right peers in other troubled European countries, is still campaigning on a programme that ignores reform too.


Given Mr Berlusconi’s naked advancement of his own interests at the expense of his country’s, it is amazing that any Italians still support him. Yet, in the polls he has narrowed the gap with the centre-left coalition under Pier Luigi Bersani, giving him a chance of winning a majority in the Chamber of Deputies, though taking the Senate (and thus being able to form a government) looks beyond him. But Mr Berlusconi could paralyse the political system, probably forcing another election, alarming the markets and reviving the euro crisis: a miserable mess even by his own standards.

That leaves Mr Bersani, whose centre-left coalition has led in the polls since the election was called. His backers include former communists, and he has a coalition partner from the far left. Yet Mr Bersani also has a reasonable record as a reformer in past governments. If he won the election, but failed to secure a majority in the Senate, he would have to form an alliance with Mr Monti; and Mr Monti could use his bargaining power to demand a role as a super-minister overseeing the economy.

A government led by Mr Bersani, with Mr Monti in charge of the economy, would be a decent outcome for Italy. It would have the confidence of the markets and the international institutions whose approval is needed to keep countries afloat. More important, it might get serious about reforming an economy which, if it goes on the way it did under Mr Berlusconi, will eventually collapse and drag the euro down with it.

martedì 26 febbraio 2013

Quale è l'idea più GREEN per Castellammare ?





Bene, mentre in quel di Roma si decidono le sorti del Paese, in quel di Castellammare cominciano ad accendersi i motori per la campagna elettorale del nuovo Sindaco.

Ricordate perché esiste questo blog ? Per fornire idee a tutti coloro le vorranno raccogliere e realizzare con impegno, trasparenza e professionalità.

Allora, abbiamo provato a fare un veloce scouting sul web (ormai fonte meravigliosa di saggezza popolare), per tirare fuori una “lista della spesa” delle cose fattibili.

Si tratta un elenco di buone pratiche GREEN (miglioramento dell’impatto ambientale) realizzate nei vari comuni italiani virtuosi. La partecipazione dei cittadini è fondamentale e un cambiamento dal basso è oggi possibile, ricordate, solo piccoli passi portano a grandi prodigi...

I nostri cari candidati a Sindaco, se vorranno, potranno prendere spunto e “usare” (si dice replicare buone prassi) queste idee nei loro programmi, cercando di dargli una visione di sistema.

Se vuoi votare l'idea più GREEN per Castellammare, bastano 5 secondi per rispondere al nostro

QUESTIONARIO


Ovviamente, ben vengano altre idee.....

Quale è l’idea più GREEN che vorreste vedere realizzata ?

  1. Attuazione partnership con i commercianti di prodotti alla spina e sfusi (es. detersivi alla spina, etc.)
  2. Mercato dei produttori, mercato contadino/ittico e filiera corta
  3. Promozione dei mercatini dell'usato e del baratto con tessere a punti per i cittadini
  4. Raccolta porta a porta dei rifiuti con autocompattatori, ecc. e impiego di codici a barre e lettori ottici per il controllo della raccolta e acquisizione punti che si possano trasformare in sconto su TARSU/TARES
  5. Richiamo dei cittadini che fanno errori nella raccolta differenziata (bigliettini lasciati dagli addetti al ritiro, richiamo verbale ecc.) ed eventuale sanzione in caso di ripetuti errori dopo il richiamo
  6. Promozione del compostaggio domestico anche attraverso il regalo del comune ai cittadini della compostiera (costa circa 25 euro)
  7. Saldo di tesoreria visibile sul portale del comune, verifica delle istanze rivolte al comune online
  8. Realizzazione di incontri con i cittadini per promuovere stili di vita sostenibili e condividere in modo consapevole l'azione del comune
  9. Tutela del patrimonio comunale tramite l’adozione di un bene pubblico da parte di privati
  10. Evitare il consumo del suolo, la cementificazione di nuove aree verdi, riqualificando edifici già esistenti (rivisitazione PRG)
  11. Mense scolastiche rifornite a "km zero" con alimentazione delle scolaresche solo prodotti tipici locali
  12. Promozione per l’utilizzo di stoviglie biodegradabili compostabili per le mense scolastiche e per le sagre
  13. Isole ecologiche, con una tessera fornita dal comune i cittadini possono conferire i rifiuti, provenienti dalla raccolta differenziata, in appositi spazi gestiti dall’amministrazione e ottenere in cambio sconti sulle tariffe e incentivi
  14. Bike sharing, condivisione dell'uso della bici
  15. Percorsi a vocazione pedonale, Cammina!
  16. Acquisti verdi per gli arredi urbani, ad esempio per l’acquisto di panchine, tavoli, cestini per la spazzatura e giochi per i parchi pubblici, realizzati con plastica riciclata (ci sono spesso finanziamenti regionali a cui poter accedere)
  17. Edifici a efficienza energetica (sede municipale, scuole, palazzetto dello sport, piscina) – es. pannelli fotovoltaici, camini solari, pompe di calore geotermico, recupero delle acque piovane per rifornire i servizi igienici e annaffiare le aree verdi esterne, isolamento dei tetti, installazione di caldaie ad alta efficienza, pannelli solari e frangisole, sostituzione dei serramenti, realizzazione di cappotti isolanti per le superfici verticali, regolatori di flusso per i rubinetti
  18. Servizi di consulenza ai cittadini per fornire informazioni aggiornate sugli incentivi e sugli sgravi fiscali che spettano a chi realizza interventi di miglioramento dell'efficienza energetica o installa impianti da fonti rinnovabili nella propria casa
  19. Promozione della creazione di GAS "Gruppo di Acquisto Solidale", per gli acquisti di pannelli fotovoltaici (acquistabili anche all'estero), materiali per isolamento termico, infissi ecc.
  20. NESSUNA IDEA

lunedì 25 febbraio 2013

Il voto in tempo reale... Castellammare

La materia è fluida. Ecco i risultati e proiezioni di Camera e Senato:


ed ecco cosa sta succedendo a Castellammare del Golfo:



Seguiteci sul nostro blog per la "Serata elettorale"....


Elezioni Politiche - Come si è comportata Castellammare del Golfo




Bene, la prima giornata elettorale si è chiusa e abbiamo già qualche dato da commentare sulla nostra Castellammare !!!

Alle 22.00 di oggi sono andati a votare circa il 54,6% dei castellammaresi aventi diritto al voto (-5 punti rispetto al 2008). 



Nonostante si registri un calo a livello nazionale, rispetto alle elezioni del 2008 (- del 7 %), dobbiamo registrare che Castellammare ha dimostrato un risultato relativamente migliore di comuni assimilabili. 

Infatti, Castellammare si trova con una flessione minore (seppur di poco) rispetto al valore nazionale e soprattutto è il Comune più "virtuoso" al voto nel trapanese dopo Gibellina.

Grande risultato non si può sicuramente considerare, ma almeno è quello che possiamo dichiarare ad oggi. Domani è un altro giorno... dicevano !!!! 

Comunque, se il trend rimane quello del 2008, dovremmo avere un altro 20%di votanti che domani si avvicinerà alle urne castellammaresi a fronte di un livello nazionale che collezionerebbe un altro 10% (forza italiani, andiamo al voto...... meno del 60% vuol dire arrendersi al sistema e non fottersene o governarlo !!!!).

Per consentire a tutti di poter seguire in diretta l'esito del voto a Castellammare del Golfo, potrete accedere tramite questi due semplici link:


oppure avrete i nostri aggiornamenti via twitter e facebook. 

Per i risultati a livello regionale (SICILIA 1) potete seguirli su:




oltre che i risultati a livello nazionale, su::



Aspettiamo il voto anche per capire cosa accadrà nel nostro Paese per l'elezione al Sindaco. 

Ancora, ad oggi, illustri presenze... anzi forse dovremmo parlare di illustri ASSENTI... almeno come proposte su questo blog. 

Ma siamo consapevoli che "la mappa non è il territorio" quindi, se non qui le idee portatele almeno a palazzo Crociferi.

Ottimo voto a TUTTI !!!

giovedì 14 febbraio 2013

Castellammare del Golfo: I Club di Prodotto come motore dell'offerta turistica locale




I Club di Prodotto sono delle nuove formule utilizzate per promuovere l’offerta turistica del territorio, favorendo forme di aggregazione di imprenditori locali che possono così ampliare le opportunità di successo di ciascuno e ridurre i costi di promozione aziendali.

Insomma, una idea per risparmiare soldi (anche se vanno contemplati investimenti in promozione del prodotto) e trovare un nuovo modo per aggregare l'offerta turistica.

Esempi di successo come ItalyFamily Hotel (Riccione), Dolomiti Walking Hotel (Trentino), Wellness Club Valle d'Aosta, etc. sono una chiara dimostrazione del funzionamento di queste soluzioni di marketing territoriale a beneficio sia dell’imprenditore (che ha più forza di promozione della propria offerta), sia del turista che acquista per “vicinanza” dell’offerta rispetto al proprio “stile turistico”.

Questi modelli di aggregazione, sono spesso sviluppati in ambiti in cui l’offerta è molto verticale su alcune specialità del territorio (es. riserva marina, percorsi enograstronomici, etc.) e gli imprenditori locali gestiscono in maniera parcellizzata l’offerta perché hanno scarsa capacità di spesa. Ma questa, non è una fotografia sfuocata di Castellammare del Golfo.

Allora, proviamo a capire meglio cosa sono e come sono gestiti i Club di Prodotto (e poi parleremo anche dei Marchi di Prodotto che ne rappresentano una certificazione riconosciuta a livello internazionale), così da apprezzarne meglio i benefici che potrebbero portare a Castellammare.

Come dicevamo, il Club di prodotto è una forma di aggregazione tra imprese finalizzata alla creazione di un prodotto turistico specifico destinato ad un mercato specifico.

E’ dunque qualcosa di più di un gruppo di operatori che si propongono insieme sul mercato per condividere vantaggi economici e promo-commerciali.

La differenza sta nell’idea originale attorno alla quale si costituisce il Club, sta nell’adesione ad un sistema di regole preciso, al fine di creare un meccanismo di protezione all’ingresso, tutto questo per poter avere un prodotto distintivo sul mercato ed essere più visibili.

E’ una modalità per promuovere il turismo per motivazione d’acquisto, oltre che per destinazione, esaltando le eccellenze dell’ospitalità del territorio.

Alla base di tutto vi deve essere un’idea originale, distintiva e realizzabile. Altri elementi strategici nella costituzione di un Club di prodotto sono:
  • visione forte identità, condivisione, motivazione e impegno;
  • innovazione combinazione inimitabile di elementi strutturali e del territorio;
  • eccellenza know-how, qualità, distintività, garanzia e costanza;
  • coerenza tra l’idea e l’ambiente ed il territorio circostante, scelta coraggio di scegliere e concentrarsi su alcuni mercati e target a discapito di altri.


L’idea realistica deve divenire il concept del Club di Prodotto e si deve creare un modello di fruizione del concept. Si deve poi creare un sistema condiviso di valori e di regole e si deve pensare ad un’organizzazione e ad un modello di funzionamento.

E’ fondamentale che si formino aggregazioni di imprese che siano affini ed esaltino la vocazione dei vari territori, in modo tale che il territorio conferisca un valore unico ed inimitabile al Club. Beh, la Riserva dello Zingaro è qui e non altrove.... il percorso del Vino è vicino a Castellammare e non altrove... altri esempi li lasceremmo a voi.

E’ fondamentale studiare e monitorare le esigenze ed i trend di mercato, perché costituiscono ottimi spunti per costituire forme di offerta aggregata che possono essere apprezzate dagli utenti. E’ inoltre importante segmentare il mercato in nicchie di comportamento, abitudini ed esigenze e verificare la possibilità di offrire un prodotto specifico ad un target molto selezionato e interessato al prodotto stesso.

Per fare un esempio pratico su Castellammare, da uno studio condotto sugli afflussi turistici della Provincia di Trapani (dati del 2005-2008), a fronte di un aumento della presenza turistica di +20% (anche per effetto Ryanair su Birgi), è interessante notare come la permanenza dei turisti nella Provincia (gg di permanenza/pernottamenti in strutture ricetti zie) è in media superiore ai 4-5 gg/settimana. Il dato scende a circa 2,5 gg/settimana se consideriamo il comune di Castellammare del Golfo.

Da questi dati, che ovviamente andrebbero aggiornati (anzi, colgo l’occasione di sollecitare qualcuno a recuperarli e condividerli), si osserva che la problematica prevalente è in capo non alle azioni di “ingresso” sul territorio, bensì alle modalità degli imprenditori turistici di indirizzare i flussi e soprattutto di retention (permanenza) dei turisti nel comune di Castellammare

Perché i turisti vengono e restano poco ? Cosa può convincere il turista a rimanere? Sono questi alcuni primi quesiti che ci si può/deve porre.

La creazione di un Club di Prodotto, ossia l’attivazione di progetti di “unione tra albergatori” accomunati da un obiettivo condiviso - rappresentato ad esempio un modo di creare una offerta più “confortevole” per gli interessi dei turisti che magari, se trovano qui la loro motivazione della vacanza, resteranno più giorni (determinando maggiori entrate per l’intero indotto turistico e non per le sole strutture ricettizie, ovviamente).

I consorzi alberghieri per la promozione congiunta del proprio prodotto sono presenti sul territorio italiano da parecchio tempo però non sempre sono accomunati oltre che dalle caratteristiche strutturali anche da caratteristiche soft, ossia dalla stessa filosofia nel concepire e interpretare il servizio alberghiero.

I soggetti ideatori possono far nascere i Club di prodotto seguendo metodologie molto differenti tra loro. Le due filosofie più estreme sono:
  1. metodo top-down (tradizionale e più usato): si parte dal vertice(il top degli alberghi), il quale individua la strategia e le risorse necessarie per raggiungere l’obiettivo prefissato, in modo tale da farle discendere in maniera verticale a quello che viene definito il down (basso) costituito dalla base (strutture più piccole); in questo caso il tecnico cala dall’alto le decisioni progettuali già prese al gruppo di albergatori, i quali si ritrovano un ridotto margine di manovra e in molti casi possono solo scegliere se aderire o meno al progetto.
  2. metodo bottom-up: tutte le fasi progettuali - definizione dell’obiettivo iniziale, sviluppo del progetto e realizzazione – sono messe a punto tramite il coinvolgimento diretto e costante dei protagonisti, gli albergatori, dopo aver effettuato un’attenta analisi dei loro fabbisogni. Il tecnico in questo caso non fa calare dall’alto le scelte già definite, bensì supporta dal basso gli albergatori attraverso un dialogo costante: fa emergere la loro filosofia e il loro know-how nell’accoglienza turistica, supporta processi di avvicinamento e creazione di network di imprese durature e sostenibili. I principali vantaggi di questa strategia sono:
  • le soluzioni nascono “dal basso” coinvolgendo gli operatori in prima persona;
  • i protagonisti confrontano tra loro i differenti modelli di accoglienza adottati nei propri alberghi, li discutono fino a condividere un modello comune;
  • si discutono e vengono messe a votazione le fasi di sviluppo del progetto elaborate dal tecnico;
  • i protagonisti decidono di giocare un ruolo attivo realizzando personalmente le azioni di marketing operativo e di vendita, che usualmente sono demandate a una segreteria organizzativa o a dipendenti.


Bene, il nostro suggerimento per il comune di Castellammare sarebbe implementare un approccio bottom-up in cui il "tecnico" a supporto è il SUAP che, a titolo gratuito tra i servizi di consulenza resi, promuoverà tutte le azioni necessarie a raccordare, indirizzare e realizzare gli interessi di tutti per l’obiettivo comune del Club di Prodotto.

Ma perché un imprenditore che ha tanto faticato e investito il proprio denaro, dovrebbe essere spinto a far parte di un Club di Prodotto ?

Albergatori, gestori di campeggio, B&B ed agriturismi, affittacamere ed operatori del pubblico o para-pubblico costituiscono la numerosa ma soprattutto competente schiera di interlocutori che si muovo sul mercato turistico locale per garantire ricettività.

La ricettività, però, non è una “proprietà” dell’albergatore ma è la forma di accoglienza e gestione del turista sul territorio. Pertanto, avere una “regia della ricettività”, consentirebbe sia all’Amministrazione comunale di indirizzare le priorità di sviluppo del territorio (e quindi i relativi investimenti, concentrandoli visto che spesso risultato scarsi e mal distribuiti), sia all’imprenditore che, secondo la logica dei Gruppi di Acquisto Locale, possono riunire più forze ed avere una presenza più strutturata e visibile sul mercato turistico, innescando un ciclo virtuoso di promozione della propria azienda e del proprio territorio.

Bene, in conclusione, i Club di Prodotto, rappresentano un modo per aggregare come altri. L’aggregazione può essere una soluzione affinchè piccoli-medi imprenditori del turismo possano “sopravvivere” ad una crisi economica che si fa sempre più tagliente.

Considerati i costi molto bassi che necessitano per una iniziativa del genere (e che possono essere sempre più bassi a livello pro-capite se cresce il numero di imprenditori associati), servono testa e braccia del SUAP che opportunamente coordinati, rendano vivo qualcosa che negli altri territori ha portato ad un incremento dei flussi turistici del 15%-25%.

Vogliamo migliorare il nostro territorio, basta poco sforzo…… facciamolo !!! 

Per stimolare la discussione, vorremmo lanciare una raccolta di idee (tipo concorso) su:

Quale sarebbe secondo voi il Club di Prodotto ideale per promuovere Castellammare ?

Nessun premio materiale ma la promessa che il progettino presentato (basta anche una semplice idea del concept di Club di Prodotto) sarà portato all'attenzione della prossima Amministrazione comunale.

Avanti con le idee.......